|
L’ECCEZIONE ALLA REGOLA
Da molti anni Alexander Bjørnson, bibliotecario di Trondheim,
città norvergese che si affaccia sul fiordo omonimo, raccoglie insieme
alla figlia Sigrid, studentessa alla facoltà di Matematica e appassionata
di libri in miniatura, le eccezioni alla regola nei campi più
diversi dello scibile umano.
Con grande entusiasmo e scrupolo Bjørnson ha preso a cuore
tutti quei fenomeni che, infrangendo una regola generale X per ubbidire
a una regola più limitata Y o per contraddirla del tutto,
si possono definire eccezioni. Lo scopo dichiarato di Bjørnson
è ambizioso: costituire una vera e propria Scienza delle eccezioni
o Eccezionologia (Undtagelsologi in norvegese) come preferisce
chiamarla lui, da insegnare in un futuro non lontano all’Università,
con tanto di manuale dei fondamenti, dispense e testi complementari.
Convinto dell’importanza che le eccezioni giocano nella storia intellettuale,
spesso anticipando rivoluzionari sviluppi teorici e significativi cambiamenti
nel nostro modo di vedere il mondo, Bjørnson ha deciso di scrivere
un libro sull’argomento. Un’anticipazione della sua ricerca appare ora
sul numero 3 della rivista Fremgang (Progresso), gennaio 2002, pp.
23-49.
Il saggio di Bjørnson prende l'avvio da una riflessione sul
«paradosso» (parà e doxa), concetto che
illumina tutto ciò che «diverge dall’opinione pubblica»
e più in generale ogni «affermazione o credenza contraria
a quanto ci si aspetta». Come il paradosso, anche l’eccezione
alla regola può essere definita «una verità che
sta ritta sulla propria testa per attirare l’attenzione».
All’inizio Bjørnson esamina sommariamente i vari tipi di paradosso:
quello del barbiere, del coccodrillo, di Escher, dell’hotel infinito, di
Anfibio, e poi ancora quello dell’avvocato, del mentitore, della prospettiva,
della predizione, senza dimenticare i più noti, cioè il paradosso
del prigioniero, della probabilità, del corvo, del negoziante, dell’inversione
statistica, del tempo, dell’esame imprevisto, del voto, di Zenone e molti
altri ancora.
Una grande fioritura di eccezioni alla regola Bjørnson
riscontra nel campo dell’Economia. Là dove, ad esempio, si afferma
che la domanda di un bene diminuisce al crescere del suo prezzo Bjørnson
obietta che può accadere anche il contrario per via del noto effetto-Veblen
- dal nome dell’economista statunitense Thorstein Veblen (1857-1929) -
secondo cui «il prezzo più alto di un bene stimola una maggiore
quantità domandata se l’aumento di prezzo rende il bene adatto a
scopi di consumo ostentativo». Un altro tipo di eccezione alle leggi
economiche riguarda il fenomeno della cosiddetta «fuga dal mercato».
Generalmente si ritiene che le imprese in regime di concorrenza perfetta
con costi più alti della media siano costrette ad uscire dal mercato.
In realtà, afferma Bjørnson, un’impresa con profitti negativi
può continuare a produrre, spinta da ragioni extra-economiche, ovvero
per semplice spirito di contraddizione, per incuria, disperazione, orgoglio,
ripicca o per tutti questi motivi insieme.
Anche in Fisica, scienza esatta per antonomasia, non mancano
le eccezioni, alcune delle quali di un candore disarmante. Una pietra lanciata
nel vuoto tende di regola a cadere in basso a conferma della validità
della legge di gravitazione. Ma supponiamo, precisa Bjørnson con
un classico ragionamento per assurdo, esposto in uno stile aforistico,
un po’ alla Wittgensten, che la pietra colpisca un aereo in volo e si posizioni
fortunosamente sopra un’ala, ecco allora che la pietra non cadrà
più a terra e l’efficacia della legge di gravitazione sarà
sospesa, sia pure in via eccezionale, almeno fino a quando l’aereo
non plani sulla terra ferma. Un altro esempio si riferisce all’opinione
consolidata che dopo il fulmine segua il tuono. In rari casi, osservati
da alcune stazioni meteorologiche, fra cui quella dell’isola di Frøya,
si è registrata nel nord della Scandinavia, durante la fase acuta
di temporali estivi, una successione anomala, dove prima viene il
tuono e poi il fulmine.
Bjørnson non indugia più di tanto sulle eccezioni
che interessano le norme giuridiche, così numerose da sfuggire ad
una rilevazione esaustiva. Frasi come «salva la facoltà di…»,
«escluse le circostanze in cui…», «all’infuori del…»,
«fatta eccezione delle categorie che…», «sempre che non
si tratti di…», sono ricorrenti in ogni tipo di codice. Sull’argomento
si limita a riportare un esempio bizzarro di eccezione giuridica: nel codice
stradale di Suriname, piccolo stato dell’America meridionale, è
severamente proibito il sorpasso in curva, a meno che, si legge
nel terzo comma dell’art. 432, il conducente dell’auto che compie il sorpasso
non sia un indovino, qualifica attestabile da un diploma rilasciato dall’Autorità
Pubblica competente dopo severi esami.
Altro campo sterminato di eccezioni è quello linguistico.
Si pensi ad esempio, suggerisce Bjørnson, conosciuto in Norvegia
anche per il suo attivismo anticomunista, ad alcune parole italiane terminanti
in -co, come porco o sovietico, che hanno il plurale
in -i invece che in -chi, come vorrebbe la regola generale
secondo la quale [o] diventa [i] senza che la consonante precedente subisca
modificazioni rispetto a quella della forma singolare.
L’analisi bjørnsoniana considera anche le eccezioni alle
leggi della Storia. In particolare Bjørnson si sofferma su quella
che smentisce l’asserzione hegeliano-marxiana secondo cui «tutti
i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano
due volte, la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa».
Non di rado è accaduto il contrario, sentenzia caustico lo studioso
norvegese, riportando a tale proposito numerosi esempi.
Fra le eccezioni catalogate da Bjørnson nel settore degli studi
etologici, relative al comportamento insolito degli animali, vi sono amori
documentati fra cani e gatti, fra pesce e pescatore, formica e formichiere,
rospo e principessa.
il Caffè illustrato, 5, marzo/aprile 2002, pp. 6-7.
Per tornare al sommario de il Caffè illustrato
cliccate qui.
HOME
PAGE TèCHNE
RACCONTI
POESIA VISIVA
ENCICLOPEDIE
BIZZARRE ESERCIZI
RICREATIVI NEWS
|