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L'ISOLA DEGLI UOMINI SOLITARI
Navigando a largo delle coste orientali della Nuova Mirnao, non
lontano dall'Arcipelago delle Grotriand, s'incontra un'isoletta verdeggiante,
a forma di arachide, sovrastata dal cono grigiastro di un vulcano che si
erge, maestoso, sopra la boscaglia fitta.
È l'Isola degli Uomini solitari. Il nome trae origine
da un evento accaduto più di trecento anni fa, verso la fine della
cosiddetta guerra dell'«Acqua sporca», la ventiquattresima
di ordine mondiale, quando su quell'isola sperduta dell'oceano Periglioso
- una volta oceano Indiano - si stabilì una comunità
di «uomini solitari».
In gran parte provenienti dai paesi centrali del Mondo Pacificato,
gli «uomini solitari», la cui dote principale è un forte
senso dell'autonomia e della riservatezza, vivono sull'isola - un lembo
di terra non più grande dell'attuale Repubblica di Bolgiac - completamente
isolati, senza avere alcun rapporto diretto fra loro, nessun contatto o
legame.
La socialità nell'isola degli «uomini solitari»
è mediata e sostituita dalla tecnica.
In apparenza tranquilla, la vita sull'isola degli «uomini
solitari» si fonda sulla «regola delle tre P», ovvero
sul Principio della Prenotazione Preventiva. Al fine di eludere
contatti fisici o deplorevoli interferenze, gli «uomini solitari»
predispongono le proprie attività secondo un ferreo sistema centralizzato
di prenotazioni, un po' come accadeva in altri tempi, quando uno decideva
di prendere il treno o l'aereo.
Sull'isola, quando un «uomo solitario» vuole andare
al cinema, in chiesa, al ristorante, in libreria o in un centro commerciale,
o sente il bisogno di passeggiare in pineta o su un particolare tratto
di spiaggia, o ha voglia di visitare un museo o di impegnarsi in qualsiasi
altra faccenda fuori della propria abitazione, deve procurarsi, redigendo
una domanda scaricabile dai siti competenti, una prenotazione, che in pratica
è un lasciapassare che lo autorizza formalmente a eseguire l'azione
progettata.
Nel giro di pochi secondi una posta elettronica in codice lo
informerà se la richiesta (ad esempio fare rifornimento dalle 17,03
alle 17,18 del giorno 21 del mese di luglio dell'anno x nel distributore
automatico di carburante vicino al faro del molo sud) è stata accolta.
In caso affermativo potrà soddisfare il desiderio formulato
(recarsi in quel distributore di carburante, esattamente nella data e nell'orario
stabiliti) senza correre il rischio d'incontrare qualcuno, circostanza
infelice che, tradendo la natura propria dell'«uomo solitario»,
lo sconvolgerebbe profondamente. Al contrario, in caso di rifiuto, gli
verrà sottoposto un ampio ventaglio di soluzioni alternative fra
le quali effettuare una nuova opzione.
È così che scorre la vita sull'isola, in uno stato
permanente di solitudine, immune da fastidiose grane relazionali. Tutto
si compie nel rispetto di un ben calcolato ordine di prenotazioni, un vincolo
che nessuno si sogna di disattendere perché la cosa più imbarazzante
e terribile allo stesso tempo che può capitare a un «uomo
solitario» è di trovarsi a tu per tu con un altro «uomo
solitario», di vederselo comparire davanti, senza via di scampo,
e di doversi rapportare a lui, fosse solo per scambiarsi una rapida occhiata
o tutt'al più un breve saluto: buongiorno buonasera.
Le abitazioni degli «uomini solitari», immerse nella
folta vegetazione, a un ragguardevole margine di distanza le une dalle
altre (non esistono sull'isola agglomerati simili a ciò che in altre
parti del mondo la gente chiama città, borghi, villaggi, ecc.),
sono costruzioni prefabbricate in legno di un solo piano, progettate per
accogliere non più di un singolo individuo, monolocali provvisti
di ogni comfort e ritrovato della tecnica, con piccoli oblò sul
tetto da cui, di notte, si ammira il cielo stellato di un blu intenso e
siepi alte, fino anche a tre metri, che girano intorno a dei giardinetti
ben curati che si aprono davanti all'entrata.
Sull'isola degli «uomini solitari» l'istruzione, cui
viene attribuito un ruolo importante, è organizzata sulla base di
un trattamento ad personam. In ogni ordine di scuola, dalle elementari
all'università, le lezioni si svolgono a distanza, on line. Sempre
on line vengono soddisfatti i vari obblighi scolastici: interrogazioni,
esami di profitto e di laurea, test didattici, ripetizioni, collegi e consigli
di facoltà. Agendo su un telecomando lo studente sceglie il corso
da seguire, il docente e gli eventuali approfondimenti disciplinari, in
virtù del proprio piano di studio.
Le aule sono stanzette insonorizzate che ospitano un solo studente
per volta, e gli orari sono combinati in modo da evitare che gli studenti
abbiano la possibilità - riprovevole agli occhi degli abitanti dell'isola
- di stringere legami.
Le poche merci prodotte sull'isola - frutta esotica e cereali
- provengono da piccoli appezzamenti di terra in zone pianeggianti dove
lavora un solo individuo, prevalentemente di sesso femminile, assistito
da mezzi tecnici avanzati (macchine raccoglitrici, trattori, pompe idrauliche,
motoseminatrici, trinciatuberi, ecc.).
L'unica fabbrica dell'isola, la «Taylor New Glass»,
produttrice di vasetti di vetro per marmellate, succhi e conserve di pomodoro,
è completamente robotizzata, e funziona sotto la supervisione di
un tecnico specializzato. Un uso rivoluzionario dell'informatica consente
altresì che la parte amministrativa della fabbrica sia gestita,
a turno, da un solo impiegato.
L'estrema forma di individualismo che caratterizza la conduzione
dell'economia fa sì che sull'isola degli «uomini solitari»
non esista la minima traccia di conflittualità, e di conseguenza
non si sia mai sentito il bisogno di mettere in piedi strutture sindacali,
associazioni corporative, unioni o leghe a difesa dei diritti di chicchessia.
E sempre alla stessa ragione, il completo isolamento in cui vivono
gli «uomini solitari», si deve il fatto che non sono mai nate
sull'isola istituzioni - come invece se ne conoscono in altre parti periferiche
del Mondo Pacificato dall'impero - quali partiti, tribunali, camere del
lavoro, corpi di polizia e relative figure sociali ad esse legate: uomini
politici, giudici, avvocati, gendarmi.
Il sistema dei pagamenti vigente nell'isola degli «uomini
solitari» è affidato all'uso di carte di credito chiamate
OBOLOCARDS che gli «uomini solitari» ricevono direttamente
a casa attraverso la posta pneumatica, una ragnatela di tubi sotterranei
che collega le abitazioni dell'isola a un ufficio centralizzato il quale
provvede allo smistamento della posta sospingendola dentro i tubi grazie
all'energia prodotta da una gigantesca turbina a reazione.
Non circolano sull'isola monete metalliche o cartacee né
assegni bancari. Tanto meno sono praticabili forme di scambio basate sul
baratto poiché ciò implicherebbe insane relazioni fisiche
fra i contraenti.
Ogni acquisto viene saldato via Alonet, sistema ultraveloce evolutosi
dal vecchio Internet, oppure direttamente presso apposite macchinette automatiche
di color giallo adibite alla riscossione, le OBOLOMAT, piazzate ben in
vista alle uscite di ogni self-service commerciale (cinema, ristoranti,
supermercati, farmacie, ecc.).
Ovunque siano custodite le carte di credito, nella tasca di un
pantalone, in un portafoglio o dentro una borsetta, le OBOLOMAT riescono
a leggerne perfettamente il numero di serie; in più le OBOLOMAT
possiedono un dispositivo infallibile di foto-rilevazione di modo che se
qualcuno dovesse dimenticarsi di pagare verrebbe subito identificato e
sanzionato con una multa salata.
Tuttavia è solo per distrazione che può verificarsi
un non pagamento perché l'idea di raggirare qualcuno, di
sottrarsi a un obbligo economico non sfiora mai la mente di un «uomo
solitario» che si farebbe dilaniare dai pescecani piuttosto che veder
comparire il proprio nome sul disonorevole BOLLETTINO GENERALE DEGLI INADEMPIENTI,
consultabile on line.
Sull'isola degli «uomini solitari» esiste un singolare
flusso di turismo che, pur in modesta parte, contribuisce all'incremento
delle finanze comunitarie. La legge prevede che siano ammessi, in certe
fasce orarie e dietro pagamento di una congrua tassa di soggiorno, turisti
di ogni nazionalità, senza discriminazioni di natura politica, religiosa
o razziale, purché il turista accetti espressamente di viaggiare
da solo (sull'isola sono infatti proibiti gli spostamenti di coppia e in
gruppo), firmando sotto la propria responsabilità un modulo di «transito
provvisorio».
Inoltre, per ovvie ragioni legate al mantenimento della quiete
individuale, e al fine di impedire ricongiungimenti clandestini di singoli
turisti, magari in zone impervie nascoste dalla vegetazione, fuori dal
controllo della video-sorveglianza, la legge stabilisce che può
sbarcare sull'isola un turista alla volta.
Le visite - teleguidate - dei singoli turisti, anch'esse stabilite
sulla base di prenotazioni preventive, avvengono con l'ausilio di una guida
elettronica, un navigatore satellitare da polso che mostra al turista l'itinerario
personalizzato da seguire, le bellezze naturali e i siti archeologici da
visitare, e poi i luoghi dove dormire, cioè dei minibungalow ben
attrezzati lungo spiagge incantevoli che, in certe insenature, hanno la
sabbia color rosa e le palme curve sotto il peso delle noci di cocco a
due passi dal mare.
Su un dépliant della «New International Travel»,
l'unica agenzia turistica che tratta offerte di viaggi per questa lussureggiante
isoletta dell'oceano Periglioso, si legge:
VISITATE L'ISOLA DEGLI UOMINI SOLITARI:
UN'OASI APPARTATA DI PACE,
IL LUOGO IDEALE PER IL VIAGGIATTORE RIFLESSIVO
Un'antica consuetudine vuole che, alle ultime luci del giorno,
gli «uomini solitari» che hanno ottenuto l'autorizzazione raggiungano
a piedi le spiaggette sfrangiate lungo la costa ovest dell'isola e lì,
non più di uno per spiaggia, si godano lo spettacolo del tramonto
in una quiete appagante che resiste allo sciabordio delle onde e ai versi
striduli dei gabbiani.
Fra le numerose prenotazioni che si effettuano a un ritmo impressionante
sull'isola, questa per la vista del tramonto in uno scenario romantico
da cartolina illustrata è una delle più richieste.
Se poi al tramonto, in quel tratto di mare che guarda verso la
costa ovest dell'isola, passa per caso una nave, gli «uomini solitari»
si dileguano zampettando svelti come grosse iguane e vanno a nascondersi
in mezzo alla vegetazione alta.
Neanche a dirlo, sull'isola, le femmine e i maschi degli «uomini
solitari» praticano l'amore solitario, consuetudine che ha vanificato,
oltre a perverse dinamiche di coppia, gelosie, rivalità, delitti
passionali e simili pasticci, l'insorgere di malattie veneree o il pericolo
di contrarre, attraverso un rapporto sessuale (modalità di accoppiamento
umano tuttora diffusa nel resto del mondo), batteri, funghi, parassiti
o virus terribili che ancora imperversano fuori dell'isola come l'attuale
Neisseria
gnoccorea che ha soppiantato il vecchio devastante AIDS.
La riproduzione della vita sull'isola avviene tramite un meccanismo
di auto-inseminazione artificiale: la donna che decide di avere un figlio
riceve gratuitamente un «kit di pronta gravidanza», comprensivo
di un piccolo dispositivo che le permette d'introdursi da sola, con estrema
facilità, il seme proveniente da un donatore anonimo.
Il parto è eseguito da due braccia meccaniche azionate
da un'ostetrica che sorveglia le varie fasi dell'intervento su un monitor.
I neonati sono accuditi da speciali educatori, dei robot MOD. ED di ultima
generazione programmati per affrontare qualsiasi tipo di problema relativo
allo sviluppo fisico e mentale del bambino. Al compimento del settimo anno,
i bambini vengono tolti dalle cure dei robot pediatrici e cominciano il
loro addestramento telematico alla solitudine che li porterà nell'arco
di pochi anni ad acquisire in modo pieno una mentalità da «uomini
solitari».
Da anni nell'isola degli «uomini solitari» c'è
un romanzo che svetta al primo posto della classifica dei libri più
letti, un romanzo - L'Isola degli Uomini socievoli - che ha per
protagonista una comunità di uomini nuovi, estroversi e disponibili,
che vivono d'amore e d'accordo su un'isola sconosciuta, una storia avveniristica
dovuta alla fantasia di uno scrittore che, per restare anonimo, si firma
con un nome fittizio.
Almanacco del Bibliofilo, 17, 1 gennaio 2007, pp. 27-38.
Questo numero dell'Almanacco, intitolato "Viaggi nel tempo alla
ricerca di nuove isole dell'utopia", a cura di Mario Scognamiglio, contiene
testi di (in ordine di apparizione) Umberto Eco, Giulio Andreotti, Paolo
Albani, Annalisa Bruni, Salvatore Carrubba, Gianni Cervetti, Matteo Collura,
Gianandrea de Antonellis, Oliviero Diliberto, Gianfranco Dioguardi, Curzio
Ferrari, Mauro Giancaspro, Giuseppe Marcenaro, Elio Palombi, Mario Scognamiglio,
Pietro Spirito, Armando Torno.
Per ritornare al sommario dell'Almanacco del Bibliofilo cliccate
qui.
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