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LUDO-ENIGMISTICA
gioco di parole Comunque la si voglia definire,
«un insieme strutturato di diversi
giochi linguistici» (Stefano Bartezzaghi), «una pratica che
vive della demolizione di quei presupposti che la rendono
possibile»
(Enrico Viceconte) oppure «una tecnica creativa che consiste
nella
pratica estetica dell'arte di giocare con il codice dei segni»
(Màrius
Serra), l'enigmistica, come del resto ogni tipo di gioco di parole e
con
le parole, soggiace a delle regole, funziona e si sostanzia grazie ad
un
insieme ben preciso di regole, seguendo le quali si arriva, dopo un
labirintico
processo costellato di errori e successi, alla liberatoria soluzione. C'erano prima l'acque per scivolare verso le pseudosciarade con questo canto dei sette nani nella versione italiana di Biancaneve (1937): Io chiamo bergamaschi e quest'intervento del grande Petrolini: Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare... per esempio, dicono orologio... ma orologio quando è d'oro ma quando è d'argento, argentologio, e quando è di nichel, nichelologio. Tutto sbagliato, tutto un mondo da rifare. Per esempio, miope quando sono io miope ma quando è lui, luipe, e quando sono loro, lorope. Ti ha piaciato, eh? Questi che abbiamo nella pancia li chiamiamo intestini, ma intestini quando sono in testa; quando stanno qui, impancini. Traggo questi esempi dall'ottimo Dizionario dei giochi con le parole (Vallardi, 1994) di Giampaolo Dossena, mentre quest'altre «amenità» sono contenute nel libro Galileo e il pendolare (Longanesi, 1990) di Giorgio Calcagno: L'on. Pietra Il criminologo suscettibile
Francesca da Rimini Per una buona sciarada bisogna
che non vi sia omogeneità etimologica,
ovvero equipollenza, tra il primo ed il secondo termine e
l'«intero».
Ecco allora che la «ludo-enigmistica» si prende gioco di
questa
regola e si abbandona alle fantastiche scorribande delle «false
etimologie»,
parenti prossime dei falsi derivati (sul tipo di
«burro-burrone»),
in virtù delle quali «essere di buona coscienza» -
come
sosteneva Angelo Poliziano - «vuol dire avere buone cosce».
Poiché le «false etimologie» sono dei piccoli, dolci
inganni, Gino Patroni metteva in guardia gli sprovveduti precisando che
«la scogliòsi / non è una malattia / che si contrae
/ sugli scogli». Afferrare improvvisamente, e con destrezza - ma anche con la sinistra, se lo si preferisce - un sedere. mentre dall'Etimologiaro (Longanesi, 1988) di Maria Sebregondì ricaviamo questa spiegazione della parola «dogma»: s-m. (dall’ingl. “dog”: cane) - inconfutabile verità canina. Gli scambi e le metatesi tra etologia e teologia rivelano che i cani hanno indiscutibilmente ragione: il cane è lo specchio di dio (dog/god). Vorrei concludere mostrando un esempio di «ludo-enigmistica» visiva dedicato ai solutori miopi di parole incrociate. Il cruciverba che segue presenta una griglia composta da due caselle quadrate, di cui una sola vuota (la definizione in orizzontale dice: È il principio della monade). Come si noterà la definizione in verticale (L'èmme l'èmme) è una sciarada:
La Sibilla, 5, settembre-ottobre 1995, pp. 120-121. Il concetto qui espresso di
"ludo-enigmistica" è ripreso da
Giuseppe Aldo Rossi nel suo Dizionario Enciclopedico di Enigmistica
e Ludolinguistica (Zanichelli, 2002), alla voce "Enigmistica" dove
scrive: "Paolo Albani ipotizza anche una
'ludoenigmistica' che si fa gioco di sé stessa. Ne sono esempi
l'Etimologiario di Maria
Sebregondi e certe sciaradine di presa in giro
degli enigmisti tutti d'un pezzo, come questa dello scrittore e
politico F.D. Guerrazzi: il primo è calzo, il secondo è laio, o questa del poeta e giornalista
Ernesto Ragazzoni: C'erano
prima l'acque - poi sopravvenne il dotto
e allor, come a Dio piacque - si ebbe l'acquedotto.. HOME PAGE TèCHNE RACCONTI POESIA VISIVA |