Mario Scognamiglio
Prefazione

a
Paolo Albani e Paolo della Bella

MIRABIBLIA

Catalogo ragionato di libri introvabili
(Zanichelli 2003)


    Il 27 Gennaio del 1844, un mesto corteo di bibliofili e di intellettuali accompagnò al Père-Lachaise le spoglie mortali di Charles Nodier, scrittore, giornalista, membro dell’Académie Française e direttore della Biblioteca dell’Arsenal. Seguivano il feretro Honoré de Balzac e Tony Johannot, Hetzel e Grenier, Techener, Duplessis e una folta rappresentanza di librai antiquari e accaniti bibliomani affetti dall’inguaribile morbo che l’illustre scomparso aveva definito col nome di monomanie du maroquin. Tre mesi dopo, le stesse persone che avevano accompagnato dolenti il loro Maestro all’ultima dimora, si ritrovarono al N° 6 di Place de l’Oratoire per contendersi, in 22 tornate d’asta, i libri più rari e più belli della sua biblioteca, una pregevole raccolta di 2234 opere (numerose quelle pantagrueliche, scatologiche e satiriche) che comprendeva anche mitiche edizioni di poemi epici e burleschi della letteratura italiana, alcuni sconosciuti al Melzi, al Tosi e agli altri bibliografi. Cito fra questi l’esemplare unico di un bizzarro poemetto eroicomico, anonimo, senza data, stampato a Milano «a spese del Senato», intitolato: Le ridicolose imprese di Giotton Folcieta e di Rusticone da Giussano suo compare, esposte in terza rima.
    Nell’esilarante pamphlet in versi (varie terzine sono in dialetto milanese) si narrano le strampalate imprese, non sempre innocue, di due strani figuri, un ambizioso e astuto ciarlatano meneghino e un «gnuch tramontan» (un buzzurro campagnolo) che, ciurlando e brigando, «infilando menzogne da mane a sera», grazie anche all’incommensurabile stupidità dei loro concittadini, riescono ad accaparrarsi il dominio del «Paese della cuccagna».
    Lo scherzoso componimento in versi, cui ho brevemente accennato, pur se modesto nello stile e nella struttura, appartiene a un antico, suggestivo genere letterario, che annovera opere di straordinario valore, quali la Batracomiomachia di Omero, L’Asino d’oro di Apuleio, il Satyricon di Petronio Arbitro e, in secoli a noi più vicini, altri fascinosi capolavori della letteratura universale; primi fra tutti l’Elogio della follia di Erasmo e Gargantua e Pantagruele di Rabelais. Uno scrittore prodigioso quest’ultimo, fantasmagorico, autore fra l’altro del celeberrimo Index librorum della Biblioteca di Saint-Victor, una deliziosa raccolta di scanzonate operette antisorboniche, puntualmente registrate da Paolo Albani e Paolo della Bella fra le mirabilia che compongono il singolare catalogo che Vi presentiamo; una vera e propria summa bibliographica, interessante, divertente, che raccoglie le più estrose bizzarrie letterarie della galassia Gutenberg.
    Il Catalogo, che si struttura in ventotto materie, comprende le schede accurate ed esaurienti, di centinaia e centinaia di libri rari e curiosi (molti sono esemplari unici), selezionati dalle raccolte di numerose biblioteche pubbliche e private. Segnaliamo fra quelle più prestigiose, la Biblioteca Antidiluviana, la Biblioteca di Babele e la preziosa Raccolta di Ricardo Montenegro, un blocco di quarantasette straordinari libretti, acquisiti da Umberto Eco, per la modica somma di trecento sterline, nella prima tornata della memorabile asta che si tenne nell’aprile del 1998 ad Adamstown, la splendida capitale dell’isola di Pitcairn.
    Se citassi un solo libro fra i tanti descritti in questo catalogo delle meraviglie, farei un torto a tutti gli altri. Concludo quindi tributando un vivo plauso alla fantasia, augurando buona lettura a tutti gli amatori dei buoni libri.




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