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de Performance i Poesia d'acciò Centre del Carme
![]() con David Alarcon, Paolo Albani, Pierre André Arcand,
Con el receptor. A favor de un arte que se huela a distancia. Lo cierto es que siempre me he sentido atraído por la aplicación e integración de lo interdisciplinar en el ámbito artístico. Y si soy consciente del carácter no novedoso de la idea, estoy persuadido de que sí lo son muchos de los resultados obtenidos por esta práctica. Creo, además, que el brillo instantáneo, originado por los puntos de cruce de lo específico, suscita dobles y triples lecturas en el receptor, y rompe la cualidad unívoca de la habitual recepción del arte que éste tiene. Por ello, si el ejercicio de lo interdisciplinar permite abrir vías creativas más innovadoras que las producidas por la práctica de lo específico, salgo también en defensa de la eficacia del signo artístico plural sobre quien lo percibe. La validez social de lo múltiple estribaría
- a mi parecer - en la maniobra dispersiva del proceso de captación
y conocimiento, ya que, cuando percibimos por separado un objeto, un gesto,
un olor, un color o un sonido, nuestra estructura sensorial acentúa
una de sus ramificaciones en su trayectoria de aprehensión, enflaqueciendo
el resto. Elio implica que no se provoque sino débilmente esa conmoción
o efecto de shock de que Joseph Beuys hablaba en sus escritos, considerándolo
como la fuente energética capaz de generar cierta transformación
en la consciencia del receptor, adecuandose así al cumplimiento
de la función social del arte, reclamada tantas veces en sus textos
teóricos.
Bartolomé Ferrando
[La
verità è che mi sono sempre sentito attratto dall’applicazione e
dall’integrazione dell’interdisciplinarità in ambito artistico. E se
sono consapevole del carattere non innovativo dell’idea, sono convinto
che lo siano invece molti dei risultati ottenuti attraverso questa
pratica. Credo inoltre che lo splendore istantaneo, originato dai punti
di incrocio dello specifico, susciti nel fruitore doppie e triple
letture e rompa il carattere univoco della consueta ricezione dell’arte.
Per questo motivo, se l’esercizio dell’interdisciplinarità permette di
aprire vie creative più innovative rispetto a quelle prodotte dalla
pratica dello specifico, difendo anche l’efficacia del segno artistico
plurale su chi lo percepisce. La
validità sociale del molteplice risiederebbe – a mio avviso – nella
manovra dispersiva del processo di captazione e conoscenza, poiché,
quando percepiamo separatamente un oggetto, un gesto, un odore, un
colore o un suono, la nostra struttura sensoriale accentua una delle sue
ramificazioni nel percorso di apprensione, indebolendo le altre. Ciò
implica che venga provocata solo debolmente quella commozione o effetto
di shock di cui Joseph Beuys parlava nei suoi scritti, considerandolo
come la fonte energetica capace di generare una certa trasformazione
nella coscienza del recettore, adeguandosi così al compimento della
funzione sociale dell’arte, tante volte rivendicata nei suoi testi
teorici.]
Breve nota A propósito de las actividades poéticas
de la segunda mitad del sigio XX, fueron al principio las primicias, los
primeros frutos de la tierra, de los espíritus.
Henri Chopin [A
proposito delle attività poetiche della seconda metà del XX secolo,
all’inizio furono le primizie, i primi frutti della terra, degli
spiriti.
Interventi dal catalogo del II Festival Internacional
de Performance i Poesia d'Acció, a cura di Bartolomé
Ferrando e Francesc Gonzalez, Valencia, 1991, p. 3. Per tornare al menu delle mie performance cliccate qui.
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