ANDERSEN
libri
& idee - scuola & biblioteca
n. 264, novembre 2009
GIOCOLIERI DI PAROLE
Abbiamo parlato dei «collezionisti di bizzarrie».
A questa singolare congrega di ricercatori appartengono di diritto coloro
che si occupano (o si sono occupati) dei giochi di e con le parole. Alcuni
dei «collezionisti di bizzarrie», come Queneau e Eco, sono
anche dei «giocolieri di parole» militanti, il primo in virtù
della sua appartenenza all’OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle,
Opificio di Letteratura Potenziale), l’altro, il semiologo, per l’invenzione
ricorrente di nuovi giochi, molti dei quali raccolti nel Secondo diario
minimo (1992).
Quando in Italia si parla di giochi di parole vengono subito
in mente i nomi di Giampaolo Dossena, autore fra l’altro di una ponderosa
Enciclopedia
dei giochi (1999) in tre volumi, e di Stefano Bartezzaghi, semiologo
e esperto di giochi di parole, proveniente da una famiglia di enigmisti:
il padre, Piero, è stato un famoso autore di cruciverba. Entrambi,
Dossena e Stefano Bartezzaghi, hanno tenuto rubriche sui giochi in importanti
quotidiani.
A fianco di questi alfieri della parola giocata, non meno stimolanti,
vanno ricordati almeno altri due bravi divulgatori dei giochi di parole,
e cioè Ennio Peres, giocologo (come lui si autodefinisce) di formazione
matematica, e Raffaele Aragona, ingegnere e enigmista, fondatore nel 1990
dell’OpLePo, versione italiana del francese OuLiPo, compilatore di un accurato
Dizionario
di Letteratura Potenziale (2002).
Guardando oltre i confini di casa nostra, mette conto in primo luogo
fare la conoscenza dello scrittore spagnolo Màrius Serra che nel
libro Verbalia. Juegos de palabras y esfuerzos del ingenio literario
(2000) ha illustrato un ampio numero di «artifici letterari».
Verbalia è un paese immaginario i cui abitanti, detti verbivori,
si nutrono principalmente di parole. Dalle ore 20:02 del giorno 20/02 dell'anno
2002 i verbivori hanno trovato il loro punto d'incontro virtuale in verbalia.com,
un portale sui giochi di parole disponibile in versione trilingue: catalana,
spagnola e italiana, quest’ultima curata da Beatrice Parise e Rafael Hidalgo.
Un altro ingegnere, questa volta francese, René Droin, autore
di un romanzo monosillabico TOM ou Les Mots les moins longs. Que suit
un bref coup d'œil sur l'art des mots qu'on dit d'un seul trait (1991),
ha raccolto nel Dictionnaire extraordinaire des mots ordinaires
(1991), una serie di parole correnti mostrandone gli aspetti curiosi, sotto
forma di assonanze, anagrammi, palindromi, metagrammi e altre bizzarrie.
Lo scrittore, giornalista televisivo e musicista Tony Augarde ha lavorato
alla Oxford University Press per 30 anni compilando dizionari. Fra questi
The
Oxford Guide to Word Games (1984), una guida a ogni tipo di gioco di
parole, ricca sotto il profilo storico e letterario.
Infine vale un richiamo il bel libro in due volumi di Alfred Liede,
Dichtung
als Spiel. Studien zur Unsinnpoesie an den Grenzen der Sprache (Poesia
come gioco. Studi sulla poesia del nonsenso ai limiti della lingua) (1963).
Andersen, libri &
idee - scuola & biblioteca, n. 264, novembre 2009, p. 30.
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