AGA
MAGERA DIFURA.
Dizionario delle lingue immaginarie
(1994)
con Berlinghiero Buonarroti. 480
pagine, oltre 2900 voci, 98
illustrazioni,
schema analitico delle lingue immaginarie, prospetto cronologico dei
principali
autori di lingue immaginarie, ventotto pagine di bibliografia.
Il titolo è ripreso da una poesia in lingua inesistente scritta
da Tommaso Landolfi.
Il dizionario è un viaggio nella creatività linguistica,
una raccolta di lingue inventate nei campi più eterogenei
(letteratura,
teatro, cinema, musica, pittura, pubblicità, fumetti,
televisione)
e per le finalità più diverse (religiose, comunicative,
espressive,
ludiche, culturali).
Leggete la recensione di Umberto Eco su L'Espresso.
Nel febbraio 2001 è uscita
una traduzione francese a
cura di
Edigio Festa con
la collaborazione di Marie-France Adaglio, presso Les
Belles Lettres, 576 pagine.
Leggete la recensione di Roger-Pol Droit
su Le Monde.
Fra le altre recensioni all'edizione francese quella sul numero 5 di Viridis
Candela, 8 absolu 129 EP, vulg. 15 septembre 2001, pp. 18-19,
"carnets
trimestriels du Collège
de 'Pataphisique".
Una voce Aga
magéra difùra, dedicata a questo
dizionario,
esiste nell'Enciclopedia dei giochi di Giampaolo Dossena
(Torino,
Utet, vol. I, 1999, p. 28) .
* * *
Nell'ambito della mostra
"Marinetti e il futurismo a Firenze",
Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze, 19 dicembre 1994-21 gennaio 1995, la mia
relazione Filippo Tommaso Marinetti:
parole in libertà e lingue immaginarie.
Su "creatività linguistica e lingue immaginarie" il mio saggio
intitolato "Al
Barildim Gotfano" su Parol
on line, aprile 1998, tema che avevo già affrontato in "Sobre
l'imaginari
linguistic", relazione al convegno sulla creatività
svoltosi
a Velencia nel maggio 1996 i cui atti sono raccolti in A creativat
Ara,
L'Alfàs del Pi, Pais Valencià, 1996.
Nell'agosto 2000 una mia relazione su Gerghi
e lingue immaginarie al castello Pasquini di Castiglioncello
all'interno
di un ciclo d'incontri su "La comunicazione, volti e forme: i gerghi",
organizzato dal Centro Studi e Ricerche sulla Comunicazione diretto da
Giovanni Manetti.
Si veda anche il mio articolo, "Tradurre da
lingue inventate", all'interno del dossier "L'artefice aggiunto.
Tutti
i modi di tradurre" apparso su L'Indice dei libri del mese, 5,
maggio
2001, p. XII.
Sull'argomento delle lingue inventate anche la mia relazione su L'italiano
immaginario tenuta al convegno L'italiano, lingua d'Europa,
organizzato dall'Istituto
italiano di Cultura di Strasburgo il 24-25 ottobre 2001.
Di linguaggio (quasi immaginario, in quanto economico) si parla anche
nel mio saggio Sraffa and Wittgenstein.
Profile
of an intellectual friend.
FORSE
QUENEAU.
Enciclopedia delle scienze anomale
(1999)
con Paolo della
Bella,
cui mi lega un lungo sodalizio satirico e futuristico,
e la collaborazione di Berlinghiero Buonarroti. Introduzione di Paolo
Rossi.
480 pagine, oltre 1100 voci, circa 30 riquadri di approfondimenti e
curiosità,
oltre 200 illustrazioni, indice analitico delle scienze e dei nomi,
ventotto
pagine di bibliografia.
Il titolo è ripreso da un verso di Giulia Niccolai: "Forse che
sì, forse Queneau".
Ispirata al progetto d'Enciclopedia delle scienze inesatte di
Raymond Queneau, raccolta di scritti di "folli letterari", questo
volume
s'inoltra nel "meraviglioso scientifico", è una sorta di
"wunderkammer"
dove sono raccolte scienze marginali, non riconosciute, dimenticate,
erronee,
potenziali, fantasiose, comiche, e Istituti anomali come la
Facoltà
di Irrilevanza Comparata, la Facoltà
di Scienze Inutili, la Società degli Onironauti o la Joseph
Crabtree Foundation.
Abbiamo presentato il volume nell'edizione 2001 del Festivaletteratura
di Mantova.
Leggete la recensione di Franco Prattico
su la Repubblica.
Fra le molte recensioni al libro, si veda quella uscita sul sito del CICAP,
Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale,
che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del
paranormale,
nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di
studiosi,
tra cui Silvio Garattini, Margherita Hack, Giuliano Toraldo di Francia,
Tullio Regge e Aldo Visalberghi e dei premi Nobel Daniel Bovet, Rita
Levi
Montalcini e Carlo Rubbia, da subito membri onorari del Comitato.
Inspiegabilmente (meglio sempre diffidare dei premi!) il libro ha
ricevuto
una menzione d'onore al 31° Premio
Europeo
Cortina Ulisse 2000, dedicato alla divulgazione scientifica, e ha vinto
il Premio "Orient Express" per la saggistica 2000, con una motivazione
letta da Mario Verdone.
Ma la cosa più scandalosa avviene nel marzo 2002: alcune copie
di Forse Queneau sono comprate da... Silvio Berlusconi (sic!),
tramite
la Mondolibri S.p.A., a dispetto della (presunta!)
trasgressività
degli autori.
Su Le bizzarre invenzioni
scientifiche
degli scrittori ho fatto un intervento alla 2a edizione del
Festival Le
parole, i giorni svoltosi a Poggibonsi (Siena) dal 17
al
18 aprile 2009.
* * *
Sui "folli letterari" il mio "Paulin Gagne"
sul numero 1, aprile 2000, della rivista Posse, trimestrale di
"politica,
filosofia, moltitudini" diretto da Toni Negri.
Sulle "anomalie scientifiche", il mio articolo "Le
macchie solari influenzano anche l'economia" su Il Secolo XIX
del 3 ottobre 2000, e la mia prefazione, intitolata "Un
nuovo ramo della zoologia parallela", al libro di Gianni Zauli, Bestiario
dell'impiegatto, Russi (Ra), Vaca
edizioni, 2001.
Sulla bizzarra teoria generativista di Learco Pignagnoli si
veda il mio intervento, intitolato Pignagnoli
mineralogista, al convegno La vita secondo Learco
Pignagnoli,
scrittore e filosofo, organizzato da Ermanno Cavazzoni e Daniele
Benati,
convegno svoltosi il 20 settembre 2003 nell'ambito del Festivalfilosofia
di Modena.
L'11 ottobre 2007, in qualità di Rettore dell'UnPo
(Università
del Po), istituzione associata alla prestigiosa L.U.I.S.A. (Libera
Università
Internazionale di Scienze Anomale), il cui obiettivo programmatico
è
lo studio delle Scienze anomale, ho tenuto al Teatro Comunale
"Ruggero
Ruggeri" di Guastalla la prolusione per l'inizio
dell'Anno
Accademico 2007-2008.
Ancora sui "folli letterari", il testo intitolato La
"contrainte" e i pazzi letterari è uscito in traduzione
francese sul numero 1, 2008, de Les Cahiers de l'Institut,
rivista
dell'Institut
International
de Recherches et d'Exploration sur les Fous Littéraires
costituitosi
a Fontenoy-la-Joute in Francia nel 2007.
MIRABIBLIA.
Catalogo ragionato di libri introvabili
(2003)
è l'ultimo libro di questa
curiosa trilogia, scritto
con Paolo
della Bella, prefazione di Mario Scognamiglio; 480 pagine, 519 schede
di
libri introvabili, 270 illustrazioni, 17 riquadri contenenti
curiosità
sui libri introvabili.
Di cosa si tratta? Di un vero e proprio catalogo, con tanto di numero
progressivo, divisione per materie (letteratura, arte, scienze, storia,
varie, ecc.), annotazioni librarie (tit. in oro al dorso e in argento
al
piatto; tavv. f.t. in cromolito sparse ingiall.; traccia di gora),
prezzo.
I libri in catalogo sono "rari e curiosi (molti sono esemplari unici)",
come scrive Mario Scognamiglio, "selezionati dalle raccolte di numerose
biblioteche pubbliche e private". Sono libri di cui hanno parlato
autori
come Cervantes, Borges, Calvino, Dossi, Lem, Eco, Nabokov, O'Brien,
Perec,
Queneau, Campanile e molti altri.
Mirabiblia è un catalogo che si colloca nel genere
letterario
che ha come oggetto le biblioteche
immaginarie o pseudobiblia
o, per dirla con Max Beerbohm, i biblia abiblia.
Si veda la recensione di Marco Belpoliti
su Tuttolibri de La Stampa del 14 giugno 2003 e quella
di Màrius Serra su Avui, "diari independent
català", del 12 giugno 2003.
Abbiamo presentato il volume
nell'edizione 2003 del Festivaletteratura
di Mantova. In quell'occasione ho fatto un piccolo omaggio
performativo a Italo Calvino.
Su L'oggetto libro 2001,
annuario sui fatti salienti del mondo della bibliofilia, edito da Sylvestre
Bonnard, c'è un mio saggio sui cataloghi
di libri immaginari.
Per l'editore Palladino di Campobasso ho curato nel 2007 il libro
Giuseppe
Fumagalli, Leo S. Olschki, Biblioteche immaginarie e roghi di
libri. Per
leggere la mia introduzione cliccate qui.
DIZIONARIO
DEGLI
ISTITUTI ANOMALI NEL MONDO
(Quodlibet 2009)
A questa trilogia di bizzarri
repertori enciclopedici
della Zanichelli,
va aggiunto il mio Dizionario
degli istituti anomali nel mondo, edito da Quodlibet
nel 2009, nella collana Compagnia Extra curata da Jean Talon e Ermanno
Cavazzoni.
Nel mondo nasce ogni tanto qualche strampalatissima associazione, club,
partito, accademia, scuola o simili, dalle finalità a volte
ridicole,
a volte insensate o semplicemente stupide oltre ogni dire, che
però
sempre insegnano qualcosa sulla specie umane, e la sua indefessa
agitazione
mentale. Istituto di Demenza Volontaria, Agenzia Generale del Suicidio,
Istituto Scientifico per il Regresso Umano, Camera di Scrittura per
Inoperosi,
Collegio della Sragione, Centro per la Diffusione delle cognizioni
inutili,
Società Segreta di Letteratura Portatile, per fare qualche
esempio.
Alcuni di questi istituti sono esistiti o esistono, altri sono allo
stato ancora di ipotesi avanzata da qualche pensatore, da qualche
scrittore
non ortodosso, da aspiranti scienziati e aspiranti capipopolo.
Nel Dizionario degli Istituti Anomali nel Mondo è
descritta
e documentata (con foto) l’attività normale di ogni singolo
istituto,
i casi più insoliti accaduti, i casi di demenza superlativa,
l’attività
dei membri e i rari casi in cui si sia giunti a qualcosa.
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