UROBURO
O DELL’ETERNO RITORNO
OMAGGIO A JEAN COCTEAU
ARCHIVIO DI STATO
PARMA
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1-31 ottobre 2005
Catalogo Mattioli 1885
a cura di Mauro Carrera e Elena Fermi
La città di Parma prosegue le celebrazioni in onore di Jean Cocteau
con la mostra intitolata Uroburo o dell’Eterno Ritorno (omaggio a Jean
Cocteau). La mostra, che vede il patrocinio dell’Ambasciata di Francia
in Italia, del Comité Jean Cocteau, dell’Accademia di Belle Arti,
dell’Università degli Studi e dell’Associazione Culturale Italo-Francese
(Alliance française) di Parma e la collaborazione dello Studio d’Arte
Carrera, si tiene presso l’Archivio di Stato di Parma dal 1 al 31 ottobre
2005, nell’ambito delle attività della Cittadella della Carta.
Idealmente collegata all’esposizione Jean Cocteau. Il poeta, il
testimone, l’impostore, in corso fino al 27 novembre 2005 presso la
Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), l’esposizione
– a cura di Mauro Carrera con la collaborazione di Marzio Dall’Acqua ed
Elena Fermi – presenta in prima assoluta una serie di opere realizzate
in omaggio a Jean Cocteau da trentasei artisti italiani contemporanei:
Paolo Albani, Ubaldo Bartolini, Angelo Bianchi, Tommaso Binga, Renata
Boero,
Anna Boschi, Mauro Buzzi, Ennio Calabria, Eugenio Carmi, Franco
Carrera,
Roberto Caruso, Sergio Cascavilla, Bruno Ceccobelli, Nero Corsa,
Maria Cristina Crespo, Stefano Di Stasio, Bruno Donzelli, Fernanda
Fedi, Rosa Foschi, Daniele Galliano, Gino Gini, Franco Giuli, Paolo Guzzi,
Emilio Isgrò, Mario Lunetta, Enzo Miglietta, Romano Notari, Luigi
Ontani, Stefano Pasquini, Luca Maria Patella, Roberto Piperno, Piero Pizzi
Cannella, Concetto Pozzati, Eros Renzetti,
Giovanni Tommasi Ferroni, Giorgio Vicentini.
Con questa mostra – emblematicamente intitolata all’Uroburo, il serpente
che si morde la coda simbolo dell’eterno ritorno - si intende ricordare
la figura di Jean Cocteau ancora presente nell’immaginario culturale italiano,
ma anche auspicare un ritorno all’arte come rinascita estetica, che superi
le divisioni dei linguaggi dando a tutti pari dignità.
Coinvolgendo artisti dai codici espressivi più diversi (dalla
figurazione all’astrattismo, dalla computer-art all’anacronismo
e alla poesia visiva), si offre in tal modo una fotografia rappresentativa
dell’attuale panorama dell’arte in Italia.
Concepita come mostra itinerante, Uroburo diventa un’opera collettiva,
una cartella che raccoglie le ricerche estetiche ispirate a Cocteau realizzate
dagli artisti insieme ai testi di Mauro Carrera. Tale testimonianza in
pochissimi esemplari – destinata solo ai collaboratori, ai musei e alle
principali collezioni – avrà anch’essa carattere straordinario.
Ogni cartella sarà un’opera a sé, un unicum, giacché
il contenuto di ognuna sarà diverso per la presenza di differenti
opere originali.
Paolo Albani, Ritorno all'ordine. Omaggio a Jean Cocteau
cm 69x49; tecnica mista
Scrive Mauro Carrera nel catalogo della mostra:
"La chiarezza di Paolo Albani è esemplare.
L'efficacia visiva e concettuale del suo lavoro è lapidaria. Il
rigore non è nemico dell'ironia, ne è piuttosto il megafono.
Il ricordo di Cocteau e del suo