DE SCRIPTURA
Ricerche verbo-visive
dagli anni '80 ad oggi
a cura di
Lamberto Pignotti
Paolo Albani
Poesia da "mètre à penser", 2001
Frammenti di metro con scrittura
40x30 cm.
Circolo Culturale Il Gabbiano
via Don Minzoni 53 19124 La Spezia
tel. 0187733000
catalogo edito da Il Gabbiano
ottobre 2001, pp. 51
dal 3 al 22 novembre 2001
***
Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
MUSEO
NUOVA ERA
Strada dei Gesuiti 13
Bari
dal 2 al 28 febbraio 2002
***
Studio Gennai
via dell'Occhio 40 Pisa
tel. 050/501628
dal 27 aprile al 16 maggio 2002
Artisti
Paolo Albani Fernando Andolcetti Alessandro
Benfanti
Anna Boschi Carlo Canè Bruno Cassaglia
Cosimo Cimino
Gigliola Fazzini Rosa Foschi Delio Gennai
Anna Guillot
Michele Lambo Alfonso Lentini Mauro Manfredi
Giorgio Moio
Giuseppe Pellegrino Gian Paolo Roffi Cristina
Ruffoni
Franco Spena Agostino Tulumello
PRESENTAZIONE
di
Lamberto Pignotti
2001: odissea nello spazio verbo-visivo... "odissea" come
insieme di vicende,
magari alterne, ma pur sempre animosamente attraenti
da vivere, da sperimentare, da perseguire, al limite come un viaggio di
cui si conosce il luogo della partenza ma non quello dell'arrivo...
"Fatti non foste"..., dovrebbe ancora fischiare nelle
orecchie l'altisonante monito dell'Ulisse dantesco per chi ha scelto l'avventura
estetica. E gli artisti che qui abbiamo additato una simile rischiosa avventura
dimostrano di amarla e di correrla, consapevoli come altri loro compagni
che non si può ormai continuare a vivacchiare in porto, al riparo
di parole sempre
più insicure e inaffidabili, di figure sempre
più irrequiete e indistinguibili [...]
Che i luoghi comuni siano più attendibili dei
vangeli? Che chi disprezza compri, che chi odia ami, che chi burla lo faccia
per confessarsi? A frequentare certi poeti visivi verrebbe cautamente di
dire di sì, ma nel caso di Paolo Albani la risposta non può
essere che esclamativamente affermativa. Lui con le sue opere può
mettere le "parole in difficoltà", cucire il filo del discorso con
l'ago, dar vita "per gioco" vuoi a un libro o vuoi a una rivista, elargire
a metri (per sarti) i suoi versi... Nessuno lo prende alla lettera: Albani,
le bizzarrie letterarie, le scienze anomale e le lingue immaginarie le
pratica con la serietà, la sicurezza, la bravura di un chirurgo:
solo che lui incide, taglia, segmenta e ricompone organismi verbo-visivi,
addizionando ciò che a scuola a noi poverini ci vietavano di sommare:
capre e cavoli, macchine da cucire, ombrelli e tavoli anatomici, sgabelli
e ruote di bicicletta, Lautréamont, Duchamp e Queneau...
Giovandosi dello slittamento, del travaso, di parole,
immagini e oggetti, Albani concretizza e mette in piedi metafore, paradossi,
allusioni, litoti, reticenze e quante altre mai camaleontiche figure retoriche.
Sembra facile, ma a quanti riesce trasformare espressioni quotidiane e
apparentemente innocue in opere verbo-visive inusuali e aggressive?
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