pagina del sito di Paolo Albani

L'ENCICLOPEDIA 
PIÙ PAZZA DEL MONDO
di
Franco Prattico

Passeggiando nei meandri dei saperi, può capitare (spesso accade) di imbattersi in strani vicoli ciechi, in costruzioni pompose e dimenticate, in bizzarre teorie che a volte celano una sorta di lucidità paranoica, altre volte un sincero, umile tentativo di portare alla luce un lavoro trascurato del reale: dalla Atlantidelogia, le ricostruzioni cioè della straordinaria civiltà di un continente misteriosamente scomparso in un cataclisma planetario, di cui primo (temporalmente) responsabile fu il Platone del Timeo, alla teoria dell'"uomo biurgico", una scienza che consentirebbe a ogni essere umano di "autosostenersi" ricavando ogni risorsa necessaria dal suo stesso organismo; dalla "frenologia", ossia la identificazione delle caratteristiche cerebrali dell'individuo dallo studio delle bozze del suo cranio, alla teoria dei brevilinei, cui fa cenno Amintore Fanfani in un lavoro giovanile, che collega le dimensioni degli uomini di potere ai cicli economici di benessere o di recessione. Nel corso dei secoli ipotesi bizzarre, teorie deliranti, "scoperte" assurde si accompagnano all'esplorazione scientifica del mondo, spesso mutuandone linguaggi espositivi, mimesi delle procedure, altre volte persino portando alla luce intuizioni che solo successivamente si sono scoperte utili e forse produttive. Nel tentativo di fornire un quadro quanto più esaustivo possibile di questo variegato panorama che pullula ai margini della scienza "ortodossa", due audaci ricercatori, Paolo Albani e Paolo della Bella, con la collaborazione del fondatore dell'Istituto di Anomalistica e della Singolarità Berlinghiero Buonarroti (forse l'ultimo surrealista), hanno dato vita a una "Enciclopedia delle scienze anomale", intitolata Forse Queneau, edito dalla serissima casa editrice Zanichelli (pagg. 480, lire 58.000) e con introduzione di uno dei maggiori storici della scienza europei, Paolo Rossi. Gli autori la definiscono una "enciclopedia ricreativa". E si riallacciano a una idea e a un tentativo non compiuto di Raymond Queneau, la Enciclopedia delle scienze inesatte, nella quale il grande scrittore surrealista francese si era proposto di raccogliere il meglio del "fou littéraire", il delirio solitario dell'inventore di sistemi, dello scopritore di percorsi bizzarri, di scienze immaginarie o fallite. Queneau non riuscì a pubblicare la sua ironica enciclopedia; i due autori italiani vanno però oltre il tentativo letterario dello scrittore francese, per fornire una sorta di moderna "wunderkammer", di museo delle meraviglie e delle bizzarrie, che agli albori della scienza moderna andavano di moda in Europa, raccolte di "mostri" e prodigi di natura (e di cultura), curiose raccolte ove accanto alle "pietre figurate" (in realtà fossili), si trovava il "corno cresciuto sulla testa di una donna inglese", animali strani o esotici, feti abnormi, ma anche illustrazioni di strampalate teorie sull'origine della Terra o del Cosmo. Luoghi diretti a eccitare la curiosità e lo stupore, di cui un esemplare è ancora presente negli Stati Uniti (e forse anche altrove), illustrato in un recente libro di Lawrence Weschler (Il gabinetto delle meraviglie di mr. Wilson, edito in Italia da Adelphi). In questa Enciclopedia Zanichelli trovano quindi posto, accanto alle teorie bizzarre e chiaramente folli, anche le cosiddette scienze "alternative" (come l'omeopatia), quelle occulte, dalla parapsicologia alla magia, le scienze dimenticate, che pure nei secoli scorsi erano assurte a dignità accademica, quelle dichiaratamente ironiche e caricaturali, la fantascienza e le costruzioni utopiche, con un ampio spazio dedicato alla patafisica e alle sue derivazioni, "scienza delle soluzioni immaginarie, del particolare e delle leggi che governano le eccezioni", straordinaria invenzione di Alfred Jarry, codificata per la prima volta nel Faustroll nel 1911, una "scienza" che va al di là della metafisica, che ha costituito il terreno di prova dell'invenzione letteraria ironica, caricaturale, iconoclasta di scrittori, poeti, pittori e persino di allegri scienziati. Di cui è emblema la stessa serissima conclusione del Faustroll, dedicata a complessi calcoli matematici della "superficie di Dio", definito "punto tangente di zero e infinito". Una raccolta, insomma, ove accanto al delirio vero e proprio si incontrano proposte, discipline, filoni di ricerca che aspirano tutte al classico marchio di "scientificità", mutuandone dalla scienza "ortodossa" linguaggio, ponderosità di dimostrazioni, ma anche a volte lampi che potrebbero gettare luce su ambiti del sapere forse ingiustamente trascurati o vilipesi. Un panorama, affermano gli autori, del "meraviglioso scientifico", che va dagli innumerevoli solutori della "quadratura del cerchio" agli inventori dell'elisir della vita eterna. Del resto, nota Rossi nell'introduzione, la stessa crescita della scienza moderna - che ha segnato con l'Illuminismo la divaricazione tra sapere scientifico fondatamente provato e miti, superstizioni, convenzioni - è stata accompagnata da vistose deviazioni e persino "teorie deliranti": un fenomeno ancora attuale, se si considerano le costruzioni imbastite, anche da scienziati con marchio accademico e pubblicazioni ufficiali, sui cosiddetti paradossi della meccanica quantistica, o le interpretazioni lombrosiane (il celebre antropologo padre della criminologia, autore della teoria oggi affossata della "predisposizione innata" al genio o alla criminalità) delle ricerche sui geni. Se la scienza è una esplorazione del mondo, una mappa delle possibili (o impossibili) ricostruzioni del reale, questa enciclopedia getta una luce inquietante sui processi che accompagnano in ogni epoca (compresa la nostra) la ricerca, sul significato delle "devianze" intellettuali, aprendo interrogativi anche sul significato di "ortodossia" scientifica e sulla difficoltà a sceverare in anticipo il delirio paranoide, la fantasticheria rivestita di linguaggio dotto, l'errore metodologico o la falsificazione dei dati, dal lavoro di ricerca, spesso oscuro e che solo raramente consente la proclamazione di risultati innovativi e sicuri. Così, per far luce nel marasma della ribollente attività di "creazione" di teorie, ipotesi, dottrine, i compilatori sono costretti a ricorrere a "voci" classificanti le scienze "anomale" che elencano: dalle teorie eterodosse di scienziati mattoidi, alle invenzioni letterarie, le parodie scientifiche, la fantascienza dichiarata, le scienze alternative, quelle dimenticate o abortite, quelle che cominciano a profilarsi come possibili seri terreni di indagine, le bizzarrie teoriche di scienziati eminenti e riconosciuti, il ricorso alle scienze occulte o al paranormale nel tentativo di spiegare fenomeni reali o presunti. In ultima analisi, un panorama dell'impetuoso proliferare, sotto mantelli conclamati scientifici, della fantasia e della follia umane.

la Repubblica, domenica 13 ottobre 1999, p. 31



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