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LA SCUOLA DI KARLSTADT
A Karlstadt, città industriosa della Svezia sudoccidentale,
esiste una scuola per biografi attiva ormai da alcuni anni. È una
scuola dove s'insegnano le tecniche più sofisticate per diventare
un bravo biografo, mestiere difficilissimo, per altro.
La scuola di Karlstadt è suddivisa in varie sezioni, una
per ogni tipologia di biografo. C'è una sezione per diventare Biografo
di Scrittori; una per Biografo di Uomini politici; e poi Biografo di grandi
Attori; Biografo di Scienziati insigni; Biografo di Sportivi impareggiabili;
Biografo di Cantanti lirici e leggeri; Biografo di Criminali famosi; Biografo
di Personalità religiose eccellenti, compresi i Papi; Biografo di
Falsari e Truffatori celebri; eccetera.
Una buona percentuale (circa il 76%) degli iscritti alla scuola
di Karlstadt frequenta il corso per «Biografo di Scrittori»,
questo perché gli scrittori, da un lato, sono particolarmente sensibili
all'idea di lasciare una traccia indelebile del loro passaggio su questo
mondo, dall'altro, conducendo spesso un'esistenza sedentaria e poco interessante,
si prestano a una facile osservazione e la loro vita, più di altre
categorie sociali, è riassumibile in poche righe, con grande sollievo
degli studenti che in genere, per indole, propendono a ridurre al minimo
il carico di studio.
Per avvicinare uno scrittore ed entrare nelle sue grazie - insegnano
alla scuola di Karlstadt - è necessario fargli capire con discrezione,
senza enfasi, che voi siete un estimatore dei suoi libri, che i suoi libri
sono importanti, fondamentali nel panorama letterario contemporaneo, e
che voi li conoscete bene tutti, nessuno escluso, anche quelli scritti
quando lui, lo scrittore, era giovane e che magari ora ha rinnegato, e
sui quali perciò converrà sorvolare, perché gli scrittori
sono suscettibili e non amano che si parli dei libri disconosciuti.
A un certo punto della conversazione, per far colpo su uno scrittore,
occorre recitargli a memoria alcuni brani presi qua e là dai suoi
libri, anche dai meno riusciti. Di fronte alle citazioni che lo riguardano,
di solito lo scrittore si allargherà in un sorrisetto compiaciuto
e vi domanderà: «Ma voi cosa fate nella vita?» Al che
risponderete prontamente: «Il biografo». A questo punto il
gioco è fatto, lo scrittore sarà ben felice di rivedervi
di nuovo.
Il bravo biografo deve seguire ogni pista, senza tralasciare
il minimo indizio utile a illuminare la vita e le opere dello scrittore
di cui tenacemente vuol diventare il biografo ufficiale.
«Se l'uomo è ciò che mangia», come
sosteneva Feuerbach, allora il biografo scrupoloso dovrà effettuare
con estrema accortezza un'ispezione giornaliera, almeno per tre, quattro
mesi di fila, dentro il cassonetto dell'immondizia posto vicino alla casa
dello scrittore per scoprirne le abitudini alimentari.
Dal materiale contenuto nel cassonetto si otterranno altre preziose
informazioni - fanno osservare alla scuola di Karlstadt. Ad esempio dai
quotidiani che lo scrittore legge si potrà dedurre il suo orientamento
politico, mentre una spia della sua indole taccagna o scialacquatrice si
ricaverà dai conti del ristorante e del supermercato; dal tipo di
lamette da barba si risalirà facilmente al suo grado di villosità,
fattore da non prendere troppo sottogamba poiché in genere uno scrittore
glabro possiede doti letterarie diverse da uno irsuto; infine avremo un
quadro abbastanza preciso del suo stato di salute dai farmaci che lo scrittore
prende: nel caso di sonniferi il biografo si preoccuperà di annotare
se si tratta di Tavor, Xanax, Valium, Ansiolin, En, Frontal, Lexotan, Prazene,
Control, Lorans, Dalmadorm, Felison, Halcion, Minias, Roipnol, Nottem,
Stilnox, Buspar, oppure di prodotti naturali come la Valeriana o il Sedatol.
Se si è fortunati, si potrà trovare nel cassonetto
il frammento di una pagina di romanzo cestinata, o l'appunto per un'idea
da sviluppare, ma poi lasciata lì. Ci sono biografi che hanno basato
la loro fortuna sul «non realizzato», ovvero su ciò
che uno scrittore non ha mai scritto; altri che invece hanno perso il loro
tempo dietro a scrittori perennemente in crisi, non realizzati; altri ancora
che, fiutando le aspettative del mercato, hanno scelto di puntare sui non-scrittori
che sono quelli che alla lunga più facilmente si realizzano e hanno
successo.
Il bravo biografo - secondo i criteri della scuola di Karlstadt
- deve avere il naso fine, le orecchie ben sviluppate, tenute sempre dritte
come antenne, e una buona dose di pazienza da spendere durante l'anticamera
che lo scrittore gli farà patire abitualmente.
Una delle patologie più diffuse cui va incontro il biografo
professionale - avvertono alla scuola di Karlstadt - è la cosiddetta
«sindrome dell'identificazione». In Svezia le case di cura
per malattie mentali sono piene di biografi di una certa età che
credono di essere Strindberg. Ci sono biografi di scrittori alcolizzati
che sono morti - loro, i biografi - di cirrosi epatica, altri che hanno
frequentato per anni, da biografi militanti, scrittori obesi e che alla
fine, senza nemmeno accorgersene, sono arrivati a pesare più di
150 chili.
gennaio 2008
Per l'indice dei racconti-bonsai apparsi fino a oggi in questo
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Pubblicato su il Caffè
illustrato, 39, novembre/dicembre 2007, pp. 8-9 con il titolo "La
scuola per biografi è malata".
Per andare al sommario de il Caffè illustrato cliccate
qui.
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