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VOOLARE

Palazzina delle Arti
"Lucio R. Rosaria"
La Spezia

6 maggio / 4 luglio 2004

Progetto e cura della mostra e del catalogo:
Fernando Andolcetti  Cosimo Cimino
Mario Commone  Mauro Manfredi
per il Circolo Culturale "Il Gabbiano"


 

Catalogo della mostra
In copertina Mimmo Rotella, Ikarus, 2003, 
tecnica mista, cm 30x43

 

Catalogo edito da Silvana Editoriale
di Cinisello Balsamo, Milano

Saggi e contributi:
Mara Borzone
Bruno Corrà
Daniele Del Giudice
Marzia Ratti



Fra gli artisti presenti:

Mirella Bentivoglio  Sylvano Bussotti
Giovanni Fontana  Elisabetta Gut
Dick Higgins  Eugenio Miccini
Lamberto Pignotti  Gian Paolo Roffi
Mimmo Rotella  STUDIO AZZURRO
 






Paolo Albani
Piccolo campionario di tecniche per impedire il volo delle parole, 2003
collage, cm 30x42



Voolare
di
Mara Borzone

«Esprimere la sensibilità naticale e schienale dei volatori (tattilismo) sensibilità che sostituisce quella facciale (visiva auditiva)» è il quattordicesimo punto del Manifesto, pubblicao come Decollaggio (prefazione) dell'Aeropoema del Golfo della Spezia di Marinetti, che nel 1933 vinse la «Sfida a tutti i Poeti d'Italia», a conclusione del premio di pittura omonimo. L'Aeropoema, accolto da bordate di fischi e lanci di ortaggi in un teatro Civico pieno di spezzini inferociti, ha appena compiuto settant'anni; è quindi doveroso un tardivo omaggio in forma di mostra da parte del Comune della Spezia e del Circolo Culturale «Il Gabbiano», come, del resto, Marinetti aveva previsto: «Alla fine della seconda serata mi presentai alla ribalta per dichiarare non butterò certo nelle vostre mani la collana di perle delle mie immagini, ne godrete più tardi lo splendore futurista». L'Aeropoema descrive le impressioni di Marinetti a bordo di un idrovolante che, partito dall'aeroporto di Cadimare, volteggia sul golfo della Spezia e sulla foce del Magra, fino alle Alpi Apuane, quindi «scrosciando ruttando torrrna al suo scivolo paterno e alle sue grue amiche fra zuffe baruffe d'acqua l'idrovolante deluso senza avere bombardato». A Marinetti, interventista convinto, non era sfuggito che, ieri come oggi, La Spezia produce armamenti, ma neppure la capacità del volo di «ringiovanire ogni sensazione di quella tipica verginità provvisoria artificiale appena caduta dal cielo che caratterizza gli alberi e le case visti in volo». Una sensazione, questa, particolarmente viva se sperimentata su idrovolanti di piccole dimensioni, che volano lenti a bassa quota e ammarano come i gabbiani in contesti gradevoli e pittoreschi, privi delle tecnologie che caratterizzano anche il più modesto campo d'aviazione.
Prediletto dai futuristi nel periodo fra le due guerre ed esaltato da D'Annunzio' all'inizio del secolo, il volo aereo anche nel dopoguerra ha continuato a ispirare il cinema (chi non ha visto Top Gun?), la moda (chi non ha mai comprato un «bomberino»), il design (come evitare l'alluminio high-tech?), la grafica (l'uso di numeri stampati dappertutto in grandi dimensioni, anche se non li legge nessuno) e le arti visive. Georgia O'Keeffe, ad esempio, a seguito di un viaggio aereo in Europa, Asia, Pacifico e Sud America, dipinse la serie dei cicli, delle nuvole e della terra visti dall'alto fra il 1959 e il 1960. Anche oggi, per molti artisti il volo è un terreno di ricerca che da decenni condiziona l'intera produzione [...]

Dall'introduzione al catalogo della mostra Voolare.



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