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Paolo Albani
TUTTI AFFASCINATI DALLE RIVOLUZIONI IMMAGINARIE. DISOBBEDIENZE Cosa sono le “rivoluzionarie immaginarie” di cui ci parla Graziano Graziani nel suo ultimo libro uscito per Quodlibet Compagnia Extra? Non fatevi ingannare dal titolo, la Storia delle rivoluzioni immaginarie non parla di rivoluzioni inventate, finte, inesistenti, uscite dalla fantasia di qualche scrittore, tipo – tanto per intenderci – la rivoluzione portata avanti in un futuro prossimo dalla Fratellanza Musulmana in Francia che sfocia nell’ascesa pacifica di un governo islamico moderato, raccontata da Michel Houellebecq nel romanzo Sottomissione (2015). No, niente di tutto questo, niente finzioni, più o meno distopiche, alla Orwell. Le rivoluzioni censite da Graziani sono rivoluzioni potenziali, velleitarie, assurde, strampalate, con una forte carica di antagonismo contro il sistema dominante, ideate da partiti satirici, da formazioni politiche situazioniste, da movimenti farlocchi, tutti reali, verissimi, operanti ai margini della società per lo più nel secolo scorso, di cui Graziani ricostruisce la storia, le linee guide, i programmi, gli slogan, le idee fondanti, i risultati elettorali ottenuti, quando ci sono; gruppi condotti in gran parte da personaggi che sono spesso dei comici da palcoscenico (come il nostro Grillo), artisti, performer, pornostar, teatranti (il teatro è la grande passione di Graziani). Del resto, come diceva Guy Debord, il teorico più rappresentativo dell’Internazionale Situazionista, viviamo in una società dello spettacolo, dove il potere di controllo è esercitato dai mezzi di comunicazione di massa, e quindi non è strano che fra i “ribelli”, le “teste calde” che lottano per abbattere i regimi autoritari, sotto ogni latitudine, ci siano uomini di spettacolo, in particolare coloro che sono abituati a sbeffeggiare il potere, cioè i comici. Il libro di Graziani – autore che ha alle spalle due interessanti testi di taglio enciclopedico, Atlante delle micronazioni (2015) e Catalogo delle religioni nuovissime (2018), sempre quodlibetiani – è diviso in tre sezioni, dedicate ai partiti, ai candidati e ai movimenti. Nel primo troviamo, fra le altre, esperienze come quelle del Partito dell’Amore, capeggiato da un duo libertario d’eccezione, segretaria Moana Pozzi e presidente Ilona Staller, e, di stampo diverso, il Partito del progresso moderato nei limiti della legge, creatura nata fra le birrerie di Praga per iniziativa di Jaroslav Hašek, l’autore de Il bravo soldato Švejk, straordinario romanzo antimilitarista, e di una deliziosa Guida al nulla. Alle elezioni cui si candida, Hašek prende solo otto voti. Di più, cioè 630 al Senato e 225 alla Camera, ne ottiene Antonio Delfini nel 1955 con la sua lista di Unità Popolare a Viareggio, lui, scrittore inconoscibile e perdigiorno (Cesare Garboli), che è il fondatore del Partito conservatore e comunista. Fra i candidati umani (sì perché esistono anche candidati animali, tipo il cavallo di Caligola, quelli immateriali, cioè relativi a divinità o addirittura a assistenti virtuali, e quelli naturali, ovvero un ghiacciaio o madre natura), c’è a Piacenza Stefano Torre che nel giugno del 2017 alle elezioni amministrative presenta un programma a dir poco singolare, che tra le altre bizzarrie promette di smontare la Torre Eiffel pezzo a pezzo per spostarla da Parigi a Piacenza, di costruire un vulcano attivo sul territorio comunale e, dulcis in fundo, di abolire la morte, che è, lo ricordo, uno degli obiettivi provocatori del movimento surrealista. ![]() Fra i candidati più bislacchi e inquietanti che conosco c’è Paulin Gagne (1808-1876), un «folle letterario» studiato da Raymond Queneau e dal suo allievo André Blavier. Gagne si autodefinisce «poeta, avvocato dei pazzi e candidato universale, soprannaturale e perpetuo alla carica di deputato e all’Académie française». Durante la carestia che, nel 1867, miete numerose vittime nel mondo, espone un progetto di Filantropofagia che consiste nel donare pezzi del proprio corpo ai bisognosi. «Preferisco – afferma Gagne – diventare il sacro alimento dei miei simili, piuttosto che essere la stupida e ignobile pastura dei vermi». Nell’ultima sezione del suo libro, Graziani, sempre in modo documentatissimo, si occupa di una serie di movimenti “laterali”, mossi da uno slancio benefico di apparente illogicità, come il Fronte di Liberazione Nani da Giardino, che ebbe un certo successo, specie in Francia, negli anni Novanta del secolo scorso, o il Fronte degli introversi, nato per sostenere le istanze dei Popoli Timidi contro la Supremazia Estroversa o il movimento dell’Ufologia radicale che raggruppa militanti cosmo-anticapitalistici. Per quanto mi riguarda ho aderito da tempo al Partito Personale Italiano, creato nel 2007 da Giuliano Schiaffino (1943-2007), scrittore umorista e pubblicitario, fondatore della rivista «Andersen» e della Federazione Italiana Giuoco Ciclo-Tappo, nonché per anni consigliere provinciale e assessore alla cultura della Provincia di Genova. Il PPI, fra quelli esistenti, è l’unico partito veramente democratico, in quanto ogni singolo iscritto è il Segretario Nazionale del partito stesso. Graziano Graziani Storia delle rivoluzioni immaginarie Quodlibet Compagnia Extra, pagg. 278, € 16
«Domenica - Il Sole 24 Ore», N. 161, 14 giugno 2026, p. X. Per la versione in pdf di questo racconto cliccate qui. ![]() Per andare o ritornare al menu delle mie collaborazioni alla «Domenica de Il Sole 24 Ore» cliccate qui. HOME PAGE TèCHNE RACCONTI POESIA VISIVA |