LE MACCHIE SOLARI
INFLUENZANO 
ANCHE L'ECONOMIA

Nell’Inghilterra del secolo XIX William Stanley Jevons (1835-1882), pioniere della statistica descrittiva, logico ed epistemologo di notevole livello, uno dei padri della cosiddetta “rivoluzione marginalista” che in economia sostituì la dea-utilità al demoniaco-lavoro nella determinazione del valore di scambio delle merci, elabora una bizzarra teoria, nota nella letteratura economica come “teoria delle macchie solari”. 
Con una particolare dose d’originalità Jevons stabilisce, a dire il vero in ciò preceduto da altri studiosi fra cui William Herschel, Hyde Clarke e John Miles, una connessione tra il ritmo dei raccolti, supposto determinato da periodiche fluttuazioni meteorologiche, e l’andamento altrettanto ciclico del commercio.
La “meravigliosa coincidenza” fra l’intervallo medio (circa 10,466 anni) con cui le principali crisi commerciali si susseguono dall’inizio del Settecento fino al 1878 ed il ciclo delle macchie solari (10,45 anni) calcolato dall’astronomo britannico John Allan Broun (1817-1879) spinge Jevons, in virtù dell’intensa passione per le “leggi fisiche” della società che arde nell’animo degli economisti, a considerare tale magico parallelismo come “una prova evidente che i due fenomeni sono collegati in rapporto di causalità”. Anche se subito dopo Jevons s’affretta a precisare che “non è possibile stabilire l’esatta natura del rapporto” in questione.
La cosa singolare, e allo stesso tempo straordinaria, non è tanto che questa teoria delle “macchie solari” si sia conclusa con un fallimento (come sostiene Eric Roll nella sua Storia del pensiero economico, Boringhieri, Torino, 1967, p. 383), bensì che Jevons l’abbia potuta semplicemente architettare, plasmare nella sua mente per tanto tempo, argomentare in forma elegante fino a darle una parvenza di dignità “scientifica”.
Segni di questa fantasiosa perseveranza sono rintracciabili in diversi scritti dell’economista britannico come The Solar Period and the Prince of Corn (1875), The Periodicity of Commercial Crises and Its Physical Explanation (1878) e Commercial Crises and Sun-Spots, quest’ultimo apparso sul numero XIX del novembre 1878 della prestigiosa rivista scientifica Nature, recentemente (ottobre 1992) tradotto in italiano da Evelina Eroe per una plaquette stampata in 140 copie a Firenze dalla casa editrice Wunderkammer.

Il Secolo XIX,  martedì 3 ottobre 2000, p. 19.



Quest'articolo riprende in parte la mia introduzione alla traduzione italiana, curata da Evelina Eroe, di Commercial Crises and Sun-Spots di Jevons, edita, come si dice nell'articolo stesso, dalla casa editrice Wunderkammer di Firenze nel 1992, introduzione intitolata "La futulità marginale. Le macchie solari di William Stanley Jevons".
A questa "preziosa edizioncina" ha fatto riferimento Giorgio Lunghini in un articolo - "Economisti, prendete il sole"- apparso su il manifesto di venerdì 23 luglio 2004, p. 11.
Sulla teoria delle macchie solari di Jevons vedi il mio racconto La governante di Jevons

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