Paolo Albani
GIRO DEL MONDO IN SOLE 24 ORE



     In «Nuovo progetto» per fare il giro del mondo in 24 ore (1897) Quinto Ogliotti, inventore di professione pur non avendo finito le scuole elementari, espone un progetto il cui obiettivo è permettere a dei convogli aerei e aerostatici di percorrere il giro del mondo in 24 ore, come fa il sole, in linea orizzontalmente parallela all’equatore. La sua invenzione ha avuto origine nel momento in cui Ogliotti ha scoperto che la terra gira intorno al proprio asse compiendo un giro in 24 ore e che la sua forma è sferica. A persuaderlo di queste verità è stato nell’anno 1889 il suo maestro Ernesto Previale che, facendogli vedere un mappamondo, gli ha spiegato i fenomeni astronomici.

    Abbandonata la scuola, e tornato a fare il contadino, pur sempre pensando all’universo, Ogliotti racconta che un giorno nel 1890, mentre lavorava in campagna, riflettendo sul moto rotatorio della terra e sull’immobilità del sole, pensò: il sole è fermo e fa il giro del mondo in 24 ore, ovvero nello stesso tempo in cui la terra compie un giro intorno a se stessa. Poi stette un momento a meditare, e gli venne in mente che se si poteva alzare un pallone sull’atmosfera e trovare il modo di tenerlo fermo rispetto all’atmosfera e alla terra, il pallone avrebbe fatto il giro del mondo in 24 ore, come fa il sole, oppure nello stesso tempo che la terra compie un giro di rotazione intorno a se stessa.
   Nell’estate 1896 Ogliotti termina di comporre il suo progetto, deciso a presentarlo all’esposizione di Torino del 1898. Poiché ha intenzione di brevettare la sua invenzione per tutti gli stati della zona temperata dell’emisfero boreale, si reca a Roma dal deputato Federico Garlanda per avere dei consigli, ma questi gli spiega che il progetto è erroneo e impossibile da eseguire. Sarebbe tale e quale, gli dice Garlanda, come se una persona si acchiappasse con le sue proprie mani per i capelli e cercasse di alzarsi oppure se si volesse alzare senza appoggio e attaccarsi all’aria. Ogliotti controbatte che i suoi convogli aerei e aereostatici s’appoggiano all’aria atmosferica che li circonda e ottengono la spinta di potenza mediante il funzionamento delle loro eliche immerse nella stessa aria atmosferica; i convogli se vengono animati dalla forza di spinta prodotta dal funzionamento delle eliche che procurano loro una potenza tale da poter vincere la resistenza dell’aria che gira insieme al globo terracqueo, resteranno fermi rispetto al moto rotatorio della terra e viaggeranno in linea orizzontale verso ovest, con una tale velocità da fare il giro del mondo nello stesso tempo in cui la terra compie un giro rotatorio intorno a se stessa, cioè in 24 ore circa.
 
Nel marzo 1897 Ogliotti ottiene dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio il brevetto per l’Italia della sua invenzione e fa pubblicare per due volte sulla Stampa (Gazzetta Piemontese) il seguente annuncio: «Il sottoscritto Ogliotti Quinto, concessionario di un attestato di privativa industriale in data 20 marzo 1897, volume 85, N. 355, per una invenzione riguardante a un Convoglio aereo… è disposto vendere i diritti d’inventore per l’estero. Dietro serie richieste viene rimessa copia della descrizione e dei disegni». A seguito dell’annuncio, «non mi venne nessuna richiesta», ammette deluso Ogliotti. (…)

   Nel suo libro Ogliotti scrive che qualcuno dei suoi compaesani e dei paesi vicini ha detto che la sua era una invenzione da pazzo. A quei signori masseranesi (cioè di Masserano in provincia di Biella), Ogliotti risponde che se si sentono capaci di contrariare e confutare il progetto della sua invenzione, presentino pure per iscritto le loro contestazioni e disappunti, lui sarà ben lieto di rendere conto degli eventuali errori commessi.

Domenica - Il Sole 24 Ore, 298, 28 ottobre 2012, p. 34.
Nella stessa pagina un articolo di Stefano Salis, Preziossisimi eccentrici, parla di mattoidi.
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