Paolo Albani
PAROLE IN DIFFICOLT
À

 Edizioni della rivista TAM TAM,
Montecchio Emilia (Reggio Emilia), 1983


Ricordo 
di un'avventura colorata
 

quella fantastica Seurat
nello Chagall di montagna
tu, Kandisky come una nuvola Matta,
disegnata a Matisse,
prendesti il mio Picasso Grosz
sotto le Braque
decisa a farmi Gauguin
fra le tue Kokoschka

io alle Otto Dix:
"Monet! Morisot di gioia,
mia Carrà!"
e Dalì a qualche secondo
ci ritrovammo Boccioni
a Mirò il Klee della Nolde
che Léger avvolgeva il Mondrian
e mi sembrò di sentire
il Corot di un'Arp,
pizzicata con dolci Dubuffet
sulle corde

nell'attimo sublime
gridasti nella tua lingua russa:
"Da-da! Da-da!"


Attesa d'amore
vicino a un rovo
alla fine d'estate
 
 
 

ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
ore
more
more
more
more
amore
Introduzione
di 
Adriano Spatola


Le "parole in difficoltà" di Albani non sono affatto in difficoltà. La confessione racchiusa nel titolo è uno stratagemma per indurre il lettore a credere che la semplificazione estrema di alcuni testi di questo libro sia dovuta a una irresolutezza dell'autore nei riguardi del materiale da esplorare. E' vero invece il contrario: il tono epigrafico è il risultato di una concentrazione o meglio di una compressione dei depositi alluvionali del linguaggio. Verità lapalissiane e lapidarie ritrovano sulla pagina, mediante un accorgimento tecnico scelto di solito tra i meno elaborati, una loro fondatezza logica o iperlogica, tanto da farci pensare che i depositi alluvionali in questione siano stabili e orientati secondo ragione. La semplificazione è allora anche un modo per registrare smottamenti, frane, colate di fango: secondo un certo numero di diagrammi che nascono dai movimenti stessi e che anzi ne sono un'immagine immediata. Così i procedimenti di scrittura assumono in questo libro un'aura di oggettività che contraddice la scaltrezza fortemente personalizzata dell'autore in tema di allusioni, assonanze, insinuazioni, ipotiposi assurde, gigantismi verbali, negazioni recidive, rime per la voce o per l'occhio, pleonasmi ecc. Una scaltrezza che porta a quel misto d'innocenza e di perversione che fa dire a un personaggio di W. Gombrowicz: "Ogni cosa è foderata di bambino". Infatti un aspetto molto interessante del lavoro di Albani è la sua capacità di fare scivolare la scrittura poetica verso forme di balbettamento (ma sempre per ottimi motivi: motivi ritmici, ad esempio, o di tambureggiamento semantico). Si veda a questo proposito la poesia intitolata "Ri-petizione", nella quale la chiave di lettura è un pappagallo; oppure si consideri l'insistenza sull'alfabeto; o si legga "Fonemologia". Certo Albani utilizza molti stampi ricollegabili a una poesia concreta tendente all'epigramma, ma spesso per distruggerne la falsariga, o comunque snaturarne il senso. Qui c'è insomma l'opera di un falsario che accetta di essere smascherato proprio sui punti di riferimento più espliciti: "Ricordo di un'avventura colorata" è in generale il testo teorico che nel libro di Albani serve da guida, da etimologia perfino, per una ricerca su questi significati rigorosamente spiazzati rispetto alla loro stessa esistenza. Infatti le raffinate citazioni colte sono immesse in una struttura fortemente plateale di vita vissuta, una storia d'amore tra le più ovvie, offerta al lettore senza reticenze, perché la simulazione è già totale. E proprio con tale accenno alla simulazione chiuderei queste mie note, avvertendo che essa è nelle poesie di Albani più un gioco mimetico che una profonda menzogna.


Ri-petizione

se voglio
          v-o-g-l-i-o
liberarmi
           l-i-b-e-r-a-r-m-i
da questo silenzio
            s-i-l-e-n-z-i-o
insopportabile
             i-n-s-o-p-p-o-r-t-a-b-i-l-e
devo trovare
             t-r-o-v-a-r-e
qualcuno
             q-u-a-l-c-u-n-o
che mi ascolti
              a-s-c-o-l-t-i
e sia disponibile
               d-i-s-p-o-n-i-b-i-l-e
a scambiare
               s-c-a-m-b-i-a-r-e
due parole
                p-a-r-o-l-e
perché
               p-e-r-c-h-é
sono giorni
               g-i-o-r-n-i
che vivo
               v-i-v-o
solo
               s-o-l-o
con il mio
               m-i-o
pappagallo
               p-a-p-p-a-g-a-l-l-o


Fonemologia

FONEMI BUGIARDI
diverti-mento pavi-mento
giura-mento seg-mento

FONEMI VOLANTI
segn-ali anim-ali
ped-ali fan-ali

FONEMI TEMPORALI
tim-ore rodit-ore
obiett-ore navigat-ore

FONEMI BALLERINI
discor-danza abbon-danza
bal-danza gravi-danza

FONEMI NARCISISTI
brulich-ìo formicol-ìo
logor-ìo cigol-ìo

FONEMI ARRICCHITI
tes-òro dec-òro
all-òro m-òro

FONEMI MASCHILISTI
geogra-fica bene-fica
immagini-fica telegra-fica

FONEMI GOLOSI
fre-gola per-gola
te-gola u-gola

ecc. ecc.

A proposito di questo libretto, ecco cosa mi scrisse  Luigi Malerba il 22 gennaio 1984
(ho ricostruito la data grazie al timbro postale sulla busta della lettera):


I racconti cui accenna Malerba nella lettera sono quelli de Il corteggiatore e altri racconti.

__________________________________________________

Su "Tuttolibri", supplemento culturale de "La Stampa", n. 406, 12 maggio 1984,
Giampaolo Dossena cita il mio mesostico contenuto in Parole in difficoltà:


__________________________________________________

Un altro testo pubblicato con le Edizioni Tam Tam è Afonismi.
Per le mie collaborazioni alla rivista Tam Tam cliccate qui.

___________________________________________________

HOME  PAGE       TèCHNE     RACCONTI     POESIA  VISIVA

ENCICLOPEDIE  BIZZARRE       ESERCIZI  RICREATIVI       NEWS